Tra Terra e Cielo
9 marzo 2010![]() |
VENERDI’ 12 MARZOOre 21 - Sede A.N.A.Via Balangero 17 - TorinoIngresso gratuito
Antonio Balma Mion, guida alpina dal 1980, sanmauriziese, classe 1937, è stato accademico del Cai, istruttore nazionale di alpinismo, sci-alpinismo, per oltre vent’anni nella scuola centrale per formare nuovi istruttori.
L’iniziativa, organizzata dal CAI Uget e dall’Ana Torino, è un racconto per immagini di alcune delle più belle ascensioni alle nostre vette tra gli anni Cinquanta e Settanta.
Storie che ci riporteranno ad un alpinismo di sperimentazione, rinuncia, avventura: per i giovani la scoperta di un mondo che oggi è profondamente cambiato, per quelli che giovani lo sono da tanto tempo il ricordo di un’epoca un po’ eroica.
UNA SERATA DA NON MANCARE !!
Quella di Antonio Balma Mion è stata una passione fulminante, di quelle nate per caso.
“All’epoca era difficile muoversi. Ci si organizzava con gli autotrasportatori del paese che due o tre volte l’anno, la domenica, allestivano i camion con panche di legno e ti portavano al Piano della Mussa in Val d’Ala, a Ribordone, in Valle dell’Orco. Si arrivava a toccare la neve. Io però ero più attratto dalla vita di paese, dalle balere.”
Poi la svolta.
E’ il primo maggio del 1955 quando in compagnia di alcuni amici, con indosso una giacca e le scarpe di cuoio con cui si andava anche a ballare, sale al Monte Soglio, sopra l’abitato di Corio.
“Gli ultimi 200 mt si affondava nella neve e, lassù, stordito alla vista della pianura distesa ai miei piedi e della catena alpina ad ovest, provai un immenso entusiasmo.”
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Da allora comincia a fare qualche passeggiata. Si iscrive al Cai di Ciriè. Conosce Domenico Carignano, primo salitore della parete Ovest del Bec Ceresin, il monolite in pietra in Valli di Lanzo. Riesce a recuperare una corda di canapa, qualche chiodo, qualche moschettone e da autodidatta, in compagnia di un amico, inizia ad arrampicare sulle rocce attorno a Balme e successivamente alle Lunelle e al Monte Plu. Cerca l’avventura, qualche cosa di diverso dal sentiero.
I primi sci sono di legno, due metri e venti, senza attacchi di sicurezza e le pelli di foca si agganciano tra di loro con lacci di cuoio. Gli scarponi sono gli stessi con cui si arrampica. Impara a sciare a Balme, in Val d’Ala. La prima curva che gli riesce è quella di sinistra, per evitare di cadere nel torrente Stura.
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La grande svolta arriva nel 1959, durante il servizio militare, negli Alpini, di stanza a Courmayeur, in Val Veny. Durante la licenza sale alcune vie normali, il Gran Paradiso, l’ Uja di Ciamarella e l´Uja di Mondrone. Nel settembre è a Courmayeur dove frequenta un corso di alta montagna. Gli istruttori gli dicono che è portato per l’alpinismo. Trascorre i permessi del fine settimana e le licenze in montagna, dove sale con alcuni commilitoni il Dente del Gigante, l’Aiguille Croux e il Mont Maudit.
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Il 20 settembre 1959, durante un’ascensione sul Monte Bianco, lungo lo sperone della Brenva, insieme ad un commilitone, è travolto dallo stacco di una placca a vento: il compagno muore, l’incidente gli procura un congelamento ai piedi. Uno dei soccorritori è Franco Salluard, guida alpina di Courmayeur, che diviene un amico fraterno e contribuisce moltissimo alla sua formazione. Da quel momento si dedica intensamente alla montagna con gli amici del Cai di Ciriè e con Franco Salluard.
Nello stesso periodo le condizioni di vita migliorano.
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“Si stava meglio, il lavoro andava bene, così ci facevamo portare in montagna dalle macchine di piazza, specie di taxi di paese. Poi acquistai una Lambretta, che usavamo anche per lavorare, attaccando il carretto e potemmo allontanarci un po’ di più. Sempre in moto si andava anche a sciare, grazie ad un porta sci artigianale che avevo ricavato.”
Poi, durante una gita, alle baite dove oggi sorge il rifugio Pontese, nel vallone di Piantonetto, conosce due istruttori di alpinismo della Scuola Giusto Gervasutti di Torino. Lo invitano ad andare a Torino e così diventa istruttore della scuola. Nel 1964, con la sezione di Ciriè organizza la scuola di alpinismo e sci-alpinismo, poi divenuta intersezionale G. Ribaldone e nel 1972 frequenta la scuola nazionale di alpinismo e sci alpinismo. Fino al 1980, quando diviene guida alpina.
Da allora si dedica alla professione e collabora con enti locali e organizzazioni private per il recupero di ragazzi disadattati e tossicodipendenti, accompagnandoli in montagna.
Antonio Balma Mion ha al suo attivo numerose spedizioni alpinistiche ed esplorative in tutto il mondo.






















